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Cari amici, per grazia di Dio da oggi 2 luglio sarò pellegrino verso Santiago di Compostela. Camminerò per un po' e in questo tempo non mi collegherò a fb e non pubblicherò il consueto commento alla Parola della domenica su perlapreziosa. Forse pubblicherò qualche foto e qualche riga nel blog http://dommaus.wordpress.com/. Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera! Il Signore vi benedica!!

"Cari amici, come Paolo, testimoniate il Risorto! Fatelo conoscere a quanti, vostri coetanei e adulti, sono in cerca della “grande speranza” che dia senso alla loro esistenza. Se Gesù è diventato la vostra speranza, ditelo anche agli altri con la vostra gioia e il vostro impegno spirituale, apostolico e sociale. Abitati da Cristo, dopo aver riposto in Lui la vostra fede e avergli dato tutta la vostra fiducia, diffondete questa speranza intorno a voi. Fate scelte che manifestino la vostra fede; mostrate di aver compreso le insidie dell’idolatria del denaro, dei beni materiali, della carriera e del successo, e non lasciatevi attrarre da queste false chimere. Non cedete alla logica dell’interesse egoistico, ma coltivate l’amore per il prossimo e sforzatevi di porre voi stessi e le vostre capacità umane e professionali al servizio del bene comune e della verità, sempre pronti a rispondere “a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt 3,15). Il cristiano autentico non è mai triste, anche se si trova a dover affrontare prove di vario genere, perché la presenza di Gesù è il segreto della sua gioia e della sua pace".

(Benedetto XVI, Messaggio per la XXIV Giornata Mondiale della Gioventù)

Puoi leggere tutto il messaggio su www.perlapreziosa.it

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Qual'è il nostro rapporto con il tempo che ci è dato di vivere? Quale uso ne facciamo?
Quand'ero ragazzo non mi interessava rispondere a queste domande, avvertivo chiaramente di avere una vita intera davanti a me. Ora che le responsabilità aumentano e la vita corre ogni giorno sempre più verso il suo compimento mi accorgo che il tempo passa anche troppo in fretta, quasi mi sfugge di mano senza che io possa far nulla per fermarlo!

Probabilmente anche a voi sarà successo qualche volta di giungere al termine della giornata con la sensazione di non aver "gustato" fino in fondo le ore appena trascorse e le relazioni che le hanno caratterizzate. Perché accade questo? Forse siamo troppo assorbiti dal futuro. La cosa non è un male, abbiamo bisogno di progettare la nostra vita, di darle un senso. Ma capita spesso che, proprio nel momento preciso in cui siamo impegnati in qualcosa di importante, il nostro pensiero e le nostre preoccupazioni siano assorbite dagli appuntamenti successivi alienandoci dal presente e impedendoci di viverlo in profondità. Allo stesso modo alcune volte sono i ricordi e il passato a prendere il sopravvento. Assorbiti da queste due dimensioni, rischiamo di dimenticare il valore del momento presente.
Eppure, alla luce della Parola di Dio di questa domenica, proprio il presente sembra essere il luogo nel quale si rivela il Regno, dove possiamo percepirne la vicinanza e accogliere la sua offerta di salvezza. I niniviti, se fossero stati completamente assorbiti dalle preoccupazioni per il futuro, avrebbero pensato che la loro sorte non potesse più essere cambiata e al massimo avrebbero aspettato un intervento magico capace di allontanarli dal castigo promesso. Invece si rendono conto di avere 40 giorni di presente, giorni nei quali accogliere la Parola di Dio e convertirsi.
Allo stesso modo i primi discepoli incontrano Gesù presente nel tempo: con lui il tempo è compiuto, non c'è più futuro nè passato, ma solo un presente in cui si manifesta pienamente il Regno: il tempo cronologico diventa evento di salvezza. Gesù chiama e la risposta dei discepoli non può che essere immediata: non essendoci futuro non può essere rimandata!
La Parola di Dio ci sottrae a questa alienazione tipica del nostro tempo e ci radica profondamente nel momento presente, un presente da assumere con responsabilità; solo qui e solo ora è possibile incontrare il Signore che salva e che ci chiama con lui a dare vita agli uomini.