Tu, chi sei?

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,2-11)

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Giovanni Battista aveva annunciato la venuta del messia e lo aveva identificato in Gesù di Nazareth. Poi era stato imprigionato da Erode (cf. Mc 6,17-29). Ora è in attesa del martirio. Gli giungono voci strane su quel Gesù-messia: frequenta pubblicani e peccatori, annuncia la venuta del regno di Dio anche per le prostitute, predica un Dio misericordioso e tenero. Lui invece aveva annunciato un messia di fuoco, che avrebbe inaugurato il giudizio di Dio e avrebbe bruciato l’erba cattiva dei peccatori (cf. Mt 3,1-12). Giovanni allora è preso dal dubbio: non si è forse sbagliato?

Gesù invita Giovanni a guardare i segni che egli compie, i segni che parlano di lui. Giovanni non si è sbagliato, anche se deve correggere la sua immagine di “messia”: non un giudice che condanna, ma un salvatore misericordioso.

Anche noi molte volte ci presentiamo da Gesù domandandogli se è veramente lui il salvatore della nostra vita. E lui ci invita a guardare ai segni delle opere che compie in noi, chiedendoci di non chiuderci nei nostri schemi mentali.
Non sono i giusti che si salvano, ma quelli che, avendo il coraggio di guardare in faccia il proprio peccato e le proprie ferite, si lasciano toccare da lui. Scandalizzarsi non serve, si rischia solo di inciampare e di non comprendere il senso dell'Incarnazione.

Non siamo una Chiesa di puri, non siamo una Chiesa di perfetti, siamo piuttosto una comunità di salvati. Giovanni Battista, come molti nella Chiesa, è spiazzato. Ma riesce a comprendere che il giudizio di Dio è salvezza, non una condanna irrevocabile.

Fare Avvento significa camminare in questa strada di misericordia, godendo dell'assoluta vicinanza di Dio alla nostra vita di peccatori.

Buona domenica e buon cammino!

2 pensieri su “Tu, chi sei?

  1. ant

    "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?"

    Giovanni che non è la luce, ma porta la luce lo chiede confuso.

    Rassicurami.

    "Che cosa siete andati a vedere?"

    Ripetuto e ripetuto.

    Che cosa hanno visto i vostri occhi? Che cosa hanno voluto vedere?

    Mi piace questo Gesù che fa domande, che è la domanda.
    Credo di avere la risposta e Lui è sempre la domanda.
    Sempre nella mia vita.
    Nelle mie relazioni.
    Lui è la domanda.
    Che cosa cerco?
    Chi cerco?
    Come? Dove?

    Coltivo quella gioia che mi nasce nel cuore e non mi stanco di cercare la risposta.

    Rispondi
    1. dommaus

      Piace questo Gesù che fa domande, che è la domanda.
      Piace anche a me, perché non dà risposte preconfezionate, ma ti invita a leggerti dentro, a trovare la risposta per te, guardandoti con i suoi occhi...
      Grazie!

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *