"Questa volta non ho né problemi né domande da farti". Ci sedemmo a terra, l’uno di fronte all’altro e parlammo per un poco di quella che era stata la nostra vita durante l’anno passato, del lavoro, degli amici comuni e della irrequietezza dei nostri cuori. Poi adagio cadde su di noi il silenzio. Non un silenzio imbarazzante ma un silenzio che ci avvicinava, più di tutti gli avvenimenti banali o significativi dell’anno trascorso… Il silenzio che cresceva tra noi era caldo, gentile, vibrante. Ogni tanto ci guardavamo e l’ombra di un sorriso cacciava via i rimasugli del timore e del sospetto. Sembrava che mentre il silenzio attorno a noi si faceva più profondo, noi divenissimo sempre più consci di una presenza che ci stringeva in un unico abbraccio. Poi egli disse: "E’ bello essere qui". E io risposi: "Sì è bello essere ancora insieme. Quando ti guardo è come se fossi alla presenza di Cristo”. Dissi solo: "E’ Cristo in te che riconosce Cristo in me". "Sì" disse lui, "Cristo è in verità in mezzo a noi". Poi pronunciò le parole che mi entrarono nell’anima: "Da oggi in poi dovunque tu vada, dovunque io vada, il suolo che si estende fra noi sarà suolo sacro".

Henri J. M. Nouwen, Viaggio spirituale per l’uomo contemporaneo