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anno A

VI DOMENICA DI PASQUA

Dagli Atti degli Apostoli (8,5-8.14-17)

Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani».

Ci chiediamo spesso dove sia il Signore in certi momenti della nostra vita, soprattutto in quelli più faticosi. Possibile che sia lontano? Come mai non sentiamo la sua presenza? La conclusione - logica quanto scontata e superficiale - è che lui si sia scordato di noi!

Il Vangelo che apre questa VI settimana del Tempo di Pasqua ci consegna un impegno al quale Gesù non si sottrae: "Non vi lascerò orfani". La sua presenza è affidata allo Spirito consolatore e custode della nostra vita, Spirito che possiamo conoscere proprio perché rimane presso di noi...

E allora come mai non sentiamo la sua presenza? Probabilmente perché non osserviamo i suoi comandamenti, non viviamo con coerenza la sua Parola. Essa non orienta le nostre scelte e non è la misura della nostra vita. E tuttavia il Signore non si stanca di donarci il suo Spirito...

Lo Spirito di Gesù, che completa e rende definitiva la nostra relazione con lui (cfr. l'imposizione delle mani ai battezzati di cui parla la prima lettura), è il suo progetto di salvezza compiuto in noi, è la forza della testimonianza che dà ragione della speranza di coloro che hanno riposto la loro fiducia in lui.

Vieni Spirito consolatore, vieni Spirito di verità!!

Buona settimana!

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anno A

IV DOMENICA DI PASQUA

Dagli Atti degli Apostoli (2,14.36-41)

Nel giorno di Pentecoste, Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso». All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo».

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore [...]: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo [...]. Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Una 'buona notizia', un evento annunciato con autorevolezza. Cuori in subbuglio, desiderosi di pace e vita abbondante. La Parola incontra il desiderio, nasce una domanda: "che fare?".

E' l'esperienza dei primi ascoltatori della predicazione di Pietro; il Battesimo è pr loro il segno concreto di una trasformazione efficace della loro vita nell'ascolto incondizionato della voce di Gesù pastore buono.

Questa esperienza è anche la nostra. Anche noi abbiamo ricevuto molte volte l'annuncio della Parola, anche noi abbiamo ricevuto il dono del Battesimo. Tuttavia a volte ci accorgiamo di 'aver staccato il cuore', di aver congelato il desiderio e la passione... Che fare allora? Come rinnovare il desiderio e la passione?

"Vivi!", sembrerebbe suggerirci Pietro. E, vivendo, lasciati raggiungere dal dono dello Spirito, voce del pastore buono, memoria viva della sua Parola .

E il pastore ti condurrà alla vita 'abbondante', il tuo vero bene

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anno A

III DOMENICA DI PASQUA

Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35)

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Questo brano vuole donarci occhi per “ri-conoscere il Signore nella vita quotidiana”, per conoscerlo in modo nuovo. Cogliere la sua presenza in tutto ciò che facciamo ci permette di ripartire a vele spiegate: è questo uno dei doni dello Spirito del Risorto!

I due discepoli: sono in cammino da Gerusalemme ad Emmaus. Gerusalemme è il luogo della passione.  Di Emmaus se ne parla solo un’altra volta nella Bibbia (1Mac 3, 38 – 4, 25) in occasione di una battaglia vinta da Israele contro l’esercito Siriano comandato da Gorgia. Emmaus è il luogo della vittoria, dei ricordi positivi... I due sono tristi, scappano, discutono di qualcosa che hanno vissuto ma che non hanno compreso. Sono talmente ripiegati sui loro pensieri che non riconoscono il pellegrino che li affianca...

Gesù: ancora una volta è in cammino e si avvicina ai due... Gli pone delle domande, li lascia sfogare, ma proprio in questo modo li aiuta a comprendere chi è lui veramente. Poi compie dei gesti che spingono i due a tornare a Gerusalemme, che gli danno il coraggio di testimoniare la sua risurrezione...

E l’incontro tra Gesù e i due sembra seguire uno schema ben preciso:

- I discepoli sono in cammino. È Gesù che come sempre prende l’iniziativa; li affianca e si mette a camminare con loro.

- I discepoli sono incapaci di ri-conoscerlo. Gesù ha una sua pedagogia: fa delle domande, cioè parte dalle nostre domande per aiutarci a comprendere chi è lui veramente.

- I discepoli raccontano la storia della loro delusione. Gesù risponde raccontando la SUA storia.

- Gesù fa finta di dover andare via e fa nascere la domanda nel cuore dei due. Il cuore dei discepoli, mentre prima era duro, comincia a sciogliersi: “Resta con noi!”. Gesù parte dalla loro richiesta e lega alla sua parola un segno, il pane spezzato e condiviso...

- I discepoli finalmente lo ri-conoscono. Gesù invece scompare (ma rimane nel Segno della sua presenza!).

I discepoli fanno ritorno a Gerusalemme e lì annunciano che il Signore è veramente risorto. Poi di nuovo la fatica del quotidiano (la scuola che non va, il lavoro che non va, gli amici che mi danno buca, una sofferenza improvvisa...). Allora anche noi lasciamo perdere, andiamo al "Bar Emmaus" dove si sta tanto bene... E il cammino ricomincia!!!

Questa è la storia della nostra vita quotidiana, anche a noi come ai discepoli è chiesto di pensare a Gerusalemme, cioè alla nostra quotidianità non più come il luogo della sofferenza, della delusione, della fiatica, della passione ma come quello in cui è possibile portare la forza e la gioia della RISURREZIONE!

Buona settimana!