2

anno A

DOMENICA DI PASQUA

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Gesù e risorto, Gesù è vivo! E il Dio che egli ci ha fatto conoscere è il Dio dei vivi, non dei morti (cfr. Lc 20,38).

Il Dio vivente scardina tutte le nostre certezze e le nostre attese, fa saltare tutte le nostre paure, prima fra tutte quella che fa della morte la parola definitiva della nostra vita... Il Dio vivente fa nuove tutte le cose, disorienta, ci porta al di là delle nostre sicurezze e dei nostri schemi, ci spinge a giocarci totalmente, "fino alla fine" (cfr. Gv 13,1).

E in questa novità di vita c'è anche la novità della morte: semplicemente non esiste più, è vinta!

Mi piace un Dio così perché viene ad aprire il sepolcro nel quale mi sono chiuso con la mia pretesa di autosufficienza; viene ad incontrarmi nel buio della tomba che mi sono costruito ogni volta che ho rifiutato di incontare l'altro nella sua verità e dignità; mi libera dalla puzza del mio peccato restituendomi a vita nuova! Sono vivo perché Gesù è vivo!

Santa Pasqua!

1

anno A

DOMENICA DELLE PALME

Dal libro del profeta Isaia (50,4-7)

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.

Dal Vangelo secondo Giovanni (26,14-27,66)

Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati [...]. Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.


Personaggi diversi accompagnano il cammino di Gesù verso la Pasqua. E i sentimenti che li animano sono molteplici e contraddittori...

I capi dei sacerdoti e il sommo sacerdote Caifa, il Sinedrio, gli anziani del popolo, Pilato. Preoccupati di mantere le prerogative del loro potere non si lasciano mettere in discussione dalla Parola di Gesù. Preferiscono così negare che quell'uomo che parla con libertà e autorevolezza venga da Dio. Poichè è un sovversivo dell'ordine costituito, deve morire...

La folla. E' una realtà 'liquida'. Pochi giorni prima ha accolto Gesù a Gerusalemme come un eroe, ora non esita ad invocare per lui la crocifissione. Gente opportunista che non pensa con la propria testa e preferisce seguire la moda e/o l'opinione dei potenti di turno...

I discepoli hanno paura e - sebbene abbiano conosciuto molto bene Gesù vivendogli lungamente accanto - fuggono, rinnegandolo, tradendolo, lasciandolo solo al suo destino...

Gesù - al contrario - entra con determinazione nel cammino della croce. Assumendo con responsabilità il progetto del Padre non cerca di salvare se stesso piegandosi all'opinione comune o fuggendo di fronte alla morte ormai imminente. Lui resta, non si tira indietro, accetta di essere deriso, incompreso, oltraggiato. E lo fa perché lui è il vero discepolo del Padre che ascolta la sua Parola. 

Gesù ci chiama a seguirlo sulla via della croce restando nella fatica della nostra esistenza quotidiana, senza fuggirla o negarla: la sofferenza allora si trasforma, assume un significato, diventa vita che si dona, è possibilità di risurrezione...

E tu quale personaggio sei sulla scena del mondo?

Buona settimana!

3

anno A

IV DOMENICA DI QUARESIMA

Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita [...]. [Gesù] gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!».

Per commentare il Vangelo di questa Domenica vi propongo qualche passaggio della Lectio divina che oggi ho proposto ad una comunità di suore per il loro ritiro quaresimale. Il testo completo potete scaricarlo qui.

Giovanni vuole aiutarci a capire cosa succede quando Gesù entra nella nostra vita e qual è il senso del nostro essere battezzati… Vuole invitarci a prendere posizione!

Il fango ci ricorda la creazione dell’uomo (Gen 2, 7). Ogni intervento di Dio nella nostra vita è qualcosa di assolutamente nuovo e per comprenderlo occorrono occhi nuovi… Con questo segno Gesù ci mostra un Dio sempre intento a “fare e rifare” continuamente l’uomo, un Dio che non smette di aver cura di noi e della nostra felicità.

Il Vangelo racconta la conquista della luce, e gli occhi che portano lontano vanno conquistati… La folla non riconosce il cieco, è perplessa e incerta. Quando incontriamo Gesù e lo incontriamo come colui che ci dona occhi nuovi, la nostra vita non è più la stessa e la gente quasi non ci riconosce… Chi lo ha guarito? Per il cieco è “un uomo che si chiama Gesù”. Gesù guarisce un uomo che non lo conosce e che non sa dove sia finito!

I giudei diventano ancora più ciechi e la loro ostilità aumenta. Davvero i loro schemi non sono quelli di Dio! I farisei, funzionari delle regole e analfabeti del cuore, conoscono la teologia e la morale e dimenticano la vita. Guardano alla teologia e non vedono l’uomo e il suo miracolo…

Il cieco risponde con ironia e, pur essendo un uomo del popolo, dimostra molta più sapienza di chi lo interroga. Questo colloquio in cui è chiamato a dare testimonianza lo porta a fare un altro passo avanti nella fede: “Gesù è da Dio”. La testimonianza però gli costa l’allontanamento dalla comunità, lo conduce in una dimensione nuova, quella dell’apostolo…

Quando il cieco guarito è espulso dalla sinagoga, proprio allora Gesù lo raggiunge e ne fa un credente. Veramente il giudizio di Dio è diverso da quello degli uomini! Gesù è la luce: chi crede di vedere la rifiuta, solo chi sa di essere cieco può accoglierla.

Buona settimana!