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anno A

III DOMENICA DI QUARESIMA

Dal Vangelo secondo Giovanni (4,5-42)

Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero» [...] Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

Una donna, una samaritana. Desiderio di essere amata. Sete da saziare, tanti amori, sempre più sola...

Un uomo, il Figlio di Dio. Desiderio di amare. Pienezza che arricchisce e dona comunione...

La donna provoca Gesù e lo sfida, tenta di sedurlo cercando di nascondere - in questo modo - il suo senso di vuoto. Gesù si sottrae a questo gioco e costringe la donna a prendere contatto con la verità di se stessa, la sua povertà, il suo desiderio irrealizzato... Solo quando la samaritana comincia a chiamare per nome i suoi desideri inespressi può attingere l'acqua viva che estingue ogni sete. Solo ora può ascoltare la parola piena di amore del Padre incontrando Gesù come il salvatore della sua vita.

Questo è anche il nostro viaggio interiore, cammino di conversione che il tempo di Quaresima chiede e al tempo stesso favorisce. Anche noi siamo chiamati a dare voce ai tanti desideri che albergano nel nostro cuore per accogliere quella pienezza che non possiamo darci da soli.

E quando la vita rifiorisce, la testimonianza diventa naturale e immediata al punto di dimenticare al pozzo dell'acqua viva l'anfora delle nostre paure e della nostra mediocrità. Dice Gesù: «Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno» (Gv 7,37b-38).

Buona settimana!

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anno A

II DOMENICA DI QUARESIMA

Dal Vangelo secondo Matteo (17,1-9)

E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce [...]. Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo»

 

Grazie a Valerio per la vignetta!

Si può essere pellegrini o vagabondi. Il pellegrino cammina verso una meta, e l'orizzonte attira il suo sguardo orientandone il percorso. Il vagabondo cammina e non sa dove andare, vive alla giornata in balia delle sensazioni del momento presente.

L'esperienza della Trasfigurazione è per i discepoli di ogni tempo l'orizzonte che dà significato e orienta le piccole e grandi scelte quotidiane, l'obiettivo che dà valore e gusto alla vita, anche quando questa non sembra essere degna di essere vissuta. La voce di Gesù - l'amato del Padre - dona la forza di vivere orientati alla Risurrezione, camminando animati non  solo dalla forza della volontà ma anche da un cuore innamorato che cerca l'amato del suo cuore (cfr. Ct 3,1).

Anche la nostra Quaresima riceve una luce nuova da questo orizzonte e le sue opere penitenziali assumono un significato più vero. La preghiera non è un tempo in cui chiudersi in camera per trovare tranqillità e riposarsi, ma partecipazione intima al mistero della Trasfigurazione. Il digiuno non uno sforzo per ricercare una linea invidiabile, ma ribadire - nel segno - il valore di Dio nella nostra vita. L'elemosina non è un gesto per tacitarsi la coscienza, ma condivisione della vita dei poveri e testimonianza della presenza del Risorto nel mondo.

L'orizzonte spinge tutti ad andare (o tornare) nel deserto del mondo, una terra straniera che chiede l'obbedienza della fede (cfr.  Gen 12,1-4 - I lettura ), un luogo in cui la fedeltà al Vangelo si paga con la sofferenza dell'incomprensione e della derisione. (cfr. 2Tm 1,8b-10 - II lettura). Il mondo che chiede la bellezza della Risurrezione. A volte penso che sia necessario un "barbatrucco" per cambiare questo mondo. Ma poi capisco che sarebbero sufficienti dodici ascoltatori della voce di Gesù per trasfigurarlo!

Buona settimana.

 

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Questa mattina l'europarlamentare leghista Mario Borghezio e la leader del Front National francese Marine Le Pen hanno fatto visita al centro di accoglienza di Lampedusa per rendersi conto personalmente - a loro dire - della situazione di grave emergenza che sta vivendo l'isola in seguito agli sbarchi di clandestini provenienti dal Nord Africa (leggi qui).

Non passa però in secondo piano il fatto che i due sono esponenti di spicco di due forze politiche esplicitamente xenofobe, che hanno fatto della paura dello straniero uno dei punti di forza della loro azione politica.

Cosa dice tutto questo a noi che cerchiamo di leggere la storia attraverso il confronto quotidiano con la Parola di Dio? Il Vangelo di oggi ci provoca non poco. Se la Parola è sempre attuale, quella di oggi - alla luce di questo fatto di cronaca -lo è in modo specialissimo.

“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno [...] perché ero straniero e mi avete accolto” (cfr. Mt 25,31-46). Nessuna alternativa. Chi non accoglie è destinato al supplizio eterno.

Nessuna alternativa: sull'accoglienza si gioca il nostro essere cristiani.