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anno A

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi (1,26-31)

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili. Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio. Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Quale immagine hanno della Chiesa i nostri amici? Probabilmente quella di un centro di potere, un luogo in cui non si sentirebbero mai a casa. Così molti non riescono a cogliere la bellezza dell’annuncio evangelico dal momento che esso sembra subordinato a questioni sociali e politiche. Inoltre la Chiesa - a loro dire - parlerebbe un “linguaggio” (teologico, liturgico, ecc.) incomprensibile, una sapienza incapace di intercettarli nei loro bisogni più veri.

Di questa immagine siamo tutti un po' responsabili. Tutti noi facciamo fatica a rinunciare a noi stessi e ad accettare volontariamente l'ultimo posto fidandoci completamente di Dio. Nessuno vuole essere un 'nulla' nel mondo, pertanto cerchiamo di difendere con ostinazione l'immagine positiva che abbiamo di noi stessi.  Tuttavia non sono titoli e maedaglie che rendono grandi davanti a Dio. Come i cristiani di Corinto, anche noi opponiamo la 'sapienza della parola' alla 'sapienza della croce': certamente comprendiamo e accettiamo la Parola di Dio ma non lasciamo che essa trasformi la nostra relazione vitale con il mondo e con i fratelli.

Dio guida la storia e lo fa a modo suo. Come è liberante tutto questo! Non dobbiamo più essere all'altezza delle aspettative di nessuno: il Signore ci ha scelti così come siamo perché appaia che "sono i deboli agli occhi del mondo che confondono l'arroganza dei forti, sono i miti e i disarmati a ridimensionare le pretese dei violenti e dei superbi, sono quelli che non contano a diventare le guide della storia e a diffondere la Sapienza di Dio". E tutto questo è beatitudine: non la sofferenza o l'esperienza del vuoto che spesso accompagna le nostre giornate, ma il fatto che nella vita spesso faticosa dell'uomo, Gesù si fa incontrare come colui che ha rinunciato alla sua uguaglianza con Dio per diventare il servo di tutti (cfr. Fil 2,5-11).

Nessun potere per i discepoli di Gesù - dunque - se non quello dell'amore e del servizio totale e disinteressato al mondo!

Buona settimana!

8

anno A

BATTESIMO DEL SIGNORE

Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17)

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Oggi scrivete voi!!

Lo so, non è facile, ma un blog vive dei commenti dei suoi lettori. Su Perlapreziosa questi commenti sono condivisione di un cammino, di una ricerca, di un incontro personalissimo e intimo con il Signore della vita.

Siete in tanti a leggere queste riflessioni che nascono dal confronto personale di chi scrive con la Parola e dal suo tentativo di condividerle con la comunità nell'omelia domenicale... Alcuni di voi li incontro personalmente, altri mi contattano su facebook, altri ancora cominciano timidamente a commentare i post del nostro blog, tutti però mi comunicate la bellezza di chi scopre una Parola che parla direttamente al cuore, al desiderio che ciascuno di voi ha di conoscere Gesù più intimamente...

E allora vi propongo di commentare questo post - qui sul blog e non su facebook! - condividendo ciò che la Parola di questa Domenica  vi ha comunicato oppure scrivendo due righe raccontando i frutti del vostro cammino di Avvento-Natale.

Il Signore vi benedica e buona settimana!

PS. Non riesco ad inserire i link nel testo... Le letture di questa Domenica le trovate a questo indirizzo: http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20110109.shtml

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EPIFANIA DEL SIGNORE

Dal libro del profeta Isaia (60,1-6)

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te [...]. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te [...].
Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Re Magi di oggi...

Splendida la prima lettura di questo giorno di festa! Ci fa gustare la gioia del popolo di Israele che si sta riprendendo dalla catastrofe seguita alla conquista babilonese. Israele è ritornato alla terra che il Signore gli aveva donato, è stato portato in braccio dal suo Dio. Questo avvenimento è per il popolo il segno della potenza e della gloria di Dio, un segno inconfondibile per tutte le genti. Il ritorno dall'esilio di Babilonia testimonia così che il Signore vuole che tutti gli uomini siano salvi.

La Solennità dell'Epifania ci ricorda che proprio questa è la volontà di Dio. Tutti sono destinatri della sua salvezza, del dono della vita che ci ha fatto venendo ad abitare in mezzo a noi. Se ci pensiamo bene questa considerazione è disarmante, ci libera dalla presunzione di essere i soli giusti, sconvolge il nostro perbenismo, ci dispone ad andare incontro agli "stranieri" che il Signore chiama alla comunione con lui. Il Signore ci dice che è venuto a salvare quello "straniero" del vicino di casa al quale non rivolgiamo più il saluto da vent'anni; lui è venuto a salvare quello "straniero" che ci ha svaligiato casa distruggendo il frutto di anni di lavoro; il Signore è venuto a salvare quello "straniero" del datore di lavoro che sfrutta il lavoro dei suoi operai... E - attenzione! - alla luce della Scrittura "straniero" non è tanto il non-italiano, quanto piuttosto colui che vive senza aver ancora conosciuto Dio e il potere liberante della sua Parola!

Che fare allora? Innanzitutto dobbiamo cogliere nella nostra vita i segni della potenza e della gloria di Dio affinché essa testimoni che la salvezza è un dono di Dio molto concreto, dal momento che Gesù Cristo è già entrato nella storia. E poi - forse - dobbiamo farci stranieri come lo sono i Magi. Solo non sentendoci mai "a casa nostra" possiamo ritrovare il desiderio di cercare, la forza per andare lì dove il cuore ci guida, l'amore per accogliere ciò che vi troveremo, la determinazione a percorrere le strade nuove che il Signore ci indicherà.

Buona vita cittadini del cuore di Dio!