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NATALE DEL SIGNORE

Dal libro del profeta Isaia (9,1-6)

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di  Màdian [...]. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.

Ancora un altro Natale...

Una considerazione questa - forse banale! - che ci interroga sul modo in cui ci siamo preparati a vivere il nostro 25 dicembre: un altro Natale o il solito Natale? Sempre più spesso ci accorgiamo di non "sentire" più l'emozione del Natale, rimpiangendo il tempo in cui una certa atmosfera dava sapore a questi giorni di festa. Probabilmente erano tempi in cui la nostra vita non era ancora appesantita dalle responsabilità piccole o grandi dell'esistenza quotidiana...

Ancora un altro Natale...

Una solennità che rischia di diventare la "solita" storia, già vista e già sentita... Tuttavia, pur celebrando ogni anno il medesimo evento, il Natale ci trova diversi dal momento che oggi - ad esempio - abbiamo un anno in più, qualche gioia e qualche fatica in più... Noi certamente non siamo i soliti! E' per questo ci viene consegnato un figlio: il Dio bambino, il Dio che sarà adolescente, giovane, adulto. Il Dio, cioè, che ha scelto di crescere come noi e con noi. In questo senso il Bambino Gesù è il segno più autentico della fedeltà di Dio alla nostra storia; tutti gli avvenimenti e gli incontri che in passato abbiamo ritenuto semplici coincidenze, alla luce di questa modalità di presenza divina tali non sono.

Non un altro Natale, ma un Natale "altro"...

Dal momento che il Dio-con-noi abita da sempre la nostra vita, ogni giorno è diverso, ogni giorno è nuovo!

Santo Natale!!

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Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». [Essendo giunti da lui quegli uomini,] Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!» (Lc 7, 19-23)

Il Signore  non smette mai di mettere nel cuore le risposte ai tuoi mille perché, mostrandoti i segni della sua presenza che salva e guarisce...

Giovanni manda a chiedere a Gesù se è veramente lui quello per il quale si è giocato la vita e per il quale è in carcere, cerca una risposta, una indicazione chiara... Gesù prima di rispondere con le parole, compie dei segni che gli inviati di Giovanni sono chiamati a cogliere e che danno valore di conferma alle sue parole: sì, lui è il Messia atteso perché compie i gesti del Messia!

La domanda di felicità che ti assilla, la ricerca di vita, il desiderio di pienezza che ti porti dentro rimanda ai segni che il Signore pone ogni giorno nella tua vita e nel tuo cuore.

Lì è la risposta, fidati di Gesù e dei Segni che ti ha mostrato nel tuo cammino!