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anno C

SANTISSIMA TRINITA'

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,12-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Quale peso non siamo capaci di portare da soli in questo momento? Si tratta di qualche segreto che il Signore non vuole farci conoscere? Non vorrei forzare il senso del Vangelo di questa Domenica, ma due sono i pesi che non siamo capaci di portare.

Innanzitutto il peso della vita, con le sue sofferenze fisiche e morali; la fatica di chi, ad esempio, ogni giorno si alza prima dell'alba per andare a lavorare;  quella della mamma che si sveglia di notte per accudire il suo bambino; e ancora l'incomprensione, la solitudine, la povertà, la disperazione. Una vita che a volte rischia di non trovare la sua ragion d'essere...

Ma anche il peso della Parola di Gesù, cioè una parola che chiede di essere presa sul serio, che impegna la nostra responsabilità. A pensarci bene, i due pesi sono lo stesso peso: la vita con le sue fatiche chiede una parola forte, definitiva, una parola ri-creatrice e la Parola di Gesù risponde, apre al futuro e si fa speranza. Lo Spirito è la forza del Padre che rivela il senso del nostro essere qui e ci conduce nel cuore dell'amore e della comunione trinitaria.

Il Dio-Trinità non è una realtà filosofica e astratta: è la vita abitata da Dio, è esperienza di comunicazione totale, è tutta la nostra forza!

Santa settimana a tutti!

sbuffava, brontolava, ma non riusciva a smuovere il vaso di un millimetro.
"Hai usato proprio tutte le tue forze?", gli chiese il padre.
"Sì", rispose il bambino.
"No", ribattè il padre, "perché non mi hai chiesto di aiutarti".

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Quaggiù in terra abbiamo

un Albero stupendo:

si radica – mistero! –

proprio lassù nel Cielo.

Alla sua ombra, niente

potrebbe mai ferire:

uno vi si riposa

senza temer tempeste.

Quest’Albero ineffabile

ha per nome «Amore»

e il suo gustoso frutto

si chiama «Abbandono» […].

Se tocco tale frutto

mi sembra un gran tesoro;

se in bocca poi lo porto

m’è più soave ancora.

Mi dona in questo mondo

un oceano di pace:

in sì profonda pace

riposo senza fine […].

In pace voglio attendere,

Gesù, il tuo ritorno,

senza ch’io mai sospenda

i canti miei d’amore.

Oh, niente mai mi turba,

nulla mi può inquietare.

Più alto dell’allodola

volare sa il mio cuore.

(S. Teresa di Gesù Bambino, L’Abbandono è il frutto delizioso dell’amore)

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anno C

DOMENICA DI PENTECOSTE

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-16.23-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre [...]. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Dopo 45 anni la mia squadra del cuore vince (finalmente!) la Champions League. Nottata movimentata alla ricerca di immagini, impressioni. Desiderio di festa. Mattina di Pentecoste alla ricerca di un quotidiano sportivo per rinfrescare la memoria, leggere commenti,  ripercorrere le tappe di un evento. Un vero e proprio rito per gustare e, soprattutto, non dimenticare o, almeno, per fare in modo che non accada troppo velocemente! Ma tutto prima o poi rimarrà un vago ricordo, affidato ad immagini ddi repertorio e a nostalgie di una gioventù sempre troppo lontana...

Dice Gesù: "il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto". Lo Spirito, dono di Dio, ricorda! Ricorda la Parola di Dio, ricorda il suo amore per noi che ha preso carne in Cristo Gesù. Un ricordo non effimero come quello di un successo sportivo ma un ricordo vivo, talmente vivo che il passato è presente e il presente è già futuro...

Nell'Eucaristia che abbiamo celebrato anche questa domenica lo Spirito ci dona la memoria viva della presenza di Gesù in mezzo a noi, il memoriale del suo dono di amore per noi, la parola attualizzata che diventa 'carne' della nostra vita: "Questo è il mio corpo che è dato per voi, fate questo in memoria di me".

Lo Spirito che è in noi e che grida "Abbà! Padre!" (II lettura, Rm 8,8-17) compie tutto questo. Ogni volta che comunichiamo al corpo di Gesù sappiamo che la promessa di Gesù si è compiuta, sappiamo che lui è con noi per sempre.

Buona settimana!