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anno C

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dal libro di Neemia (8,2-4.5-6.8-10)

In quei giorni, il sacerdote Esdra [...] lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza. Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.

Dal Vangelo secondo Luca (1,1-4; 4,14-21)

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto [...]. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Il popolo di Israele sa di essere stato generato da una Parola efficace, creatrice, divina. Già nel libro della Genesi la Parola realizza quello che dice: "Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu" (Gen 1, 3). Poi ad Abramo è rivolto questo comando: "Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò" (Gen 12,1), invito misterioso e fecondo di vita. Infine nel deserto il popolo riceve la rivelazione del Dio unico, consegna e memoria di identità: "Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo" (Dt 6,4).

Questa Parola chiama, chiede di essere accolta con l'amen del cuore per poterne sperimentare la forza. La Parola chiede risposta. E la risposta è conversione e commozione perché si scopre con stupore che essa è sempre lì ad illuminare i desideri, le attese, le domande...

Questa parola chiede di essere portata (Lc 1,2-3) perché non manchi a nessuno la voce di Dio, la sua compagnia. Questa parola  oggi è compiuta in noi che l'abbiamo ascoltata, guarigione e libertà di Dio in ogni spazio e ogni tempo della nostra vita.

Buona settimana!

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anno C

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Giovanni (2,1-12)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.  Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Mi ha colpito in questo racconto evangelico un fatto al quale non avevo mai fatto caso in passato: Gesù compie il prodigio ma i meriti se li prende lo sposo ignaro!

E' questo il modo di agire di Dio nella nostra vita. Dietro le quinte, silenziosamente, ci fa dono della sua grazia lasciandoci credere che tutto sia merito nostro... Anche se non ci rendiamo conto della sua presenza, lui opera nella nostra vita, sempre!

Il Vangelo ci invita a non essere superficiali come il "direttore di sala" o lo sposo che non si chiedono neppure da dove sbuchi fuori quel vino di cui nessuno conosceva l'esistenza. Solo i servi che ascoltano l'invito di Maria e mettono in pratica le parole di Gesù sanno da dove viene quel vino così buono.

Ancora una volta solo chi accoglie e vive la Parola ha la possibilità di conoscere l'origine dei suoi talenti. Solo chi sa cogliere l'ora di Gesù può vivere con lui una relazione sempre nuova. Solo chi sa riconoscere la sua gloria può credere in lui.

Buona settimana!

anno C

BATTESIMO DEL SIGNORE

Dal Vangelo secondo Luca (3,15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Il popolo in attesa ci rappresenta, il popolo che desidera la propria liberazione siamo noi. Non c'è dubbio: ognuno di noi porta nel suo cuore attese, domande, ansie, aspettative... E cerca una risposta, cerca una Persona capace di restituirlo alla sua libertà.

Il battesimo del Signore è la manifestazione "operativa" di Gesù. Gesù agisce, si mette accanto ai peccatori bisognosi di perdono, colui a cui nessuno è degno di sciogliere i lacci dei sandali si prepara fin da questo momento a lavare i piedi ai suoi discepoli... E così ci fa dono di se stesso, Spirito e fuoco, forza e conversione, amico e fratello, possibilità e realtà dell'amore del Padre.

Il battesimo che noi abbiamo ricevuto è la vita di Gesù in noi: ci sottrae alla logica del merito e  nella gratuità della grazia ci restituisce alla nostra libertà di figli.

Buona settimana!