Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli (Mt 5,10).

candleProprio un paio di settimane fa ho sperimentato sulla mia pelle questa beatitudine… Abbiamo già detto in una delle tappe precedenti che il termine giustizia nel linguaggio biblico può dire anche fedeltà. Così ci accorgiamo che la fedeltà al progetto di Dio, l’obbedienza al Vangelo, ha un costo: quello dell’incomprensione di chi segue altri progetti e altre obbedienze.

Quale beatitudine allora? Quella di chi sa che il Regno è un granellino di senape che ha la forza di diventare un albero tanto grande da ospitare gli uccelli del cielo (cfr. Mc 4, 31-32), la forza di chi ha affidato la propria vita a Dio, il solo fedele!

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio (Mt 5,9)

colomba-pace1“Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi” (Gv 20,21). E’ innegabile, essere discepoli di Gesù significa donare pace al mondo, la stessa pace che lui continua a dare a noi ogni volta che lo incontriamo nella celebrazione domenicale. Ma quale pace siamo chiamati a costruire? Non certo una generica assenza di conflitto. Altrove nel Vangelo è scritto: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10,34). La Pace è benedizione di Dio, frutto di scelte coraggiose, direi violente, perché ci vuole violenza per rompere le catene dell’odio e del rancore, ci vuole il coraggio di dare la propria vita senza sperare di ottenere nulla in cambio, senza ricevere alcun segno di gratitudine. Proprio come Gesù, il figlio di Dio...