assunzione

Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore
per lo cui caldo ne l'eterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.

anno B

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dal primo libro dei Re (19,4-8)

In quei giorni, Elia s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra.
Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò.
Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve.
Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

profeta eliaElia è ferito nella sua autostima... Ha ucciso 450 profeti di Baal (1Re 18,20-40), pensava di fare una cosa gradita a Dio e di convertire il suo popolo, ma è riuscito solo ad attirarsi le ire della regina Gezabele che vuole eliminarlo (1Re 19,2-3). Così scappa, ha paura. Lungo il viaggio, preso dallo sconforto si lascia andare: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». E' convinto di non valere niente, di non essere riuscito a realizzare nulla di buono...

Il Signore però gli cammina accanto e gli prepara un pane dal cielo (Vangelo: Gv 6,51) per dargli la forza di arrivare al monte di Dio, l'Oreb.  Dio vuole incontrare Elia per fargli conoscere la sua volontà; è questo il suo vero bene.

Tante volte anche la nostra autostima è ferita, siamo convinti di non valere niente. Il Signore cammina accanto a noi. E' lui che ci rivela la nostra vera identità, ci fa capire chi siamo realmente: figli amati nel figlio. E per non dimenticare ci dona un pane dal cielo, l'Eucaristia celebrata ogni domenica, misura dell'amore di Dio per l'uomo, il nostro Dio che non ha esitato a dare la sua vita, vita vera, per ciascuno di noi. Pane dal cielo per vivere il progetto di Dio: è questo il valore aggiunto della nostra vita!

(don Maurizio)