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anno B
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Prima Lettura: Dt 18, 15-20
Salmo Responsoriale Dal Salmo 94
Seconda Lettura: 1 Cor 7, 32-35
Vangelo Mc 1, 21-28


Una Parola, quella di Gesù,
annunciata con autorità.
Parola autorevole perché profetica;
Parola che si fa vita, Parola di Dio.
Parola nuova, sempre nuova, che vince il male, suscita stupore
e invita a conversione...

Gesù ci ama, viene in nostro aiuto,
ci libera e ci risolleva.

Chi viene raggiunto dalla sua Parola
è preso sul serio con le fatiche
e le gioie della vita,

comprende di essere importante
e prezioso davanti a Dio.

E perciò cambia vita
e ne fa qualcosa di veramente bello.

La Parola oggi ci dice che conscere Gesù non è questione di contenuti, di cose da sapere, ma è incontro personale, è relazione intima, è esperienza di libertà. Liberazione dai tanti "mali" che condizionano la nostra esistenza. Oggi la nostra vita si rinnova e si apre al Bene che vince il male. Oggi la Parola, accolta e vissuta autenticamente, ci riconsegna la profezia della nostra vita, la capacità cioè di compiere gesti di liberazione e di guarigione!!

Buona Domenica, M.

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Qual'è il nostro rapporto con il tempo che ci è dato di vivere? Quale uso ne facciamo?
Quand'ero ragazzo non mi interessava rispondere a queste domande, avvertivo chiaramente di avere una vita intera davanti a me. Ora che le responsabilità aumentano e la vita corre ogni giorno sempre più verso il suo compimento mi accorgo che il tempo passa anche troppo in fretta, quasi mi sfugge di mano senza che io possa far nulla per fermarlo!

Probabilmente anche a voi sarà successo qualche volta di giungere al termine della giornata con la sensazione di non aver "gustato" fino in fondo le ore appena trascorse e le relazioni che le hanno caratterizzate. Perché accade questo? Forse siamo troppo assorbiti dal futuro. La cosa non è un male, abbiamo bisogno di progettare la nostra vita, di darle un senso. Ma capita spesso che, proprio nel momento preciso in cui siamo impegnati in qualcosa di importante, il nostro pensiero e le nostre preoccupazioni siano assorbite dagli appuntamenti successivi alienandoci dal presente e impedendoci di viverlo in profondità. Allo stesso modo alcune volte sono i ricordi e il passato a prendere il sopravvento. Assorbiti da queste due dimensioni, rischiamo di dimenticare il valore del momento presente.
Eppure, alla luce della Parola di Dio di questa domenica, proprio il presente sembra essere il luogo nel quale si rivela il Regno, dove possiamo percepirne la vicinanza e accogliere la sua offerta di salvezza. I niniviti, se fossero stati completamente assorbiti dalle preoccupazioni per il futuro, avrebbero pensato che la loro sorte non potesse più essere cambiata e al massimo avrebbero aspettato un intervento magico capace di allontanarli dal castigo promesso. Invece si rendono conto di avere 40 giorni di presente, giorni nei quali accogliere la Parola di Dio e convertirsi.
Allo stesso modo i primi discepoli incontrano Gesù presente nel tempo: con lui il tempo è compiuto, non c'è più futuro nè passato, ma solo un presente in cui si manifesta pienamente il Regno: il tempo cronologico diventa evento di salvezza. Gesù chiama e la risposta dei discepoli non può che essere immediata: non essendoci futuro non può essere rimandata!
La Parola di Dio ci sottrae a questa alienazione tipica del nostro tempo e ci radica profondamente nel momento presente, un presente da assumere con responsabilità; solo qui e solo ora è possibile incontrare il Signore che salva e che ci chiama con lui a dare vita agli uomini.